mercoledì 22 ottobre 2014

Papa Giovanni Paolo II fra poesia e carezza, il volto di un santo.(foto)

Fotografando Giovanni Paolo....

Oggi la chiesa ricorda San Giovanni Paolo II, e cosi mi sono persa fra foto e ricordi e mi è venuta voglia di raccontare. In particolare quando rincorsi il papa in Svizzera, da Lugano a Berna e poi via verso Friburgo con la mia 127 blu, mentre sulla mia testa sentivo il rumore del suo elicottero. E' stata una corsa contro il tempo, ero piena di entusiasmo, ed emozionata, con un grandissimo senso di libertà che mi guidava in quegli anni verso quel papa cosi affascinante.
L'esperienza svizzera, sopratutto all'università di Friburgo fu speciale, perchè  il papa si fermò alcuni momenti fuori con gli studenti ed era cosi vicino a noi, che quasi lo potevamo toccare. Mentre altrove come Ravenna, Milano, Bergamo, noi fotografi aveva una postazione chiusa, ingabbiata, e guardati a vista da polizia e servizio d'ordine. Ma è proprio in quella gabbia a Ravenna che papa Giovanni Paolo II mi fece un regalo bellissimo, perchè si avvicinò e guardandomi negli occhi mi diede una carezza, lo fece solo con me, mentre i miei colleghi gli tendevano la mano lui soffermò il suo sguardo su di me.Ancora oggi, quando ci ripenso, sono scossa da una profonda meraviglia.Non ho foto di quell'attimo, perchè quella visita inaspettata, quel regalo del papa ci ha cosi emozionato che per un attimo le macchine fotografiche hanno smesso di scattare.

Allego due bellissime poesie del giovane Karol e alcune immagini scattate da me.


Papa Giovanni Paolo II a Lugano

Papa Giovanni Paolo II a Milano con card Martini e madre Teresa
Papa Giovanni Paolo II a Friburgo
Papa Giovanni Paolo II a Milano
 4
 Quando la tristezza e sera si confondono
-hanno lo stesso colore-
formano insieme uno strano liquore,
e timorosamente alle mie labbra l'accosto.
  
Giovanni Paolo II a Varese

   Così, per non lasciarmi solo
  in quell'ansia,spogliasti
il crepuscolo d'ogni suo orrore,
ed all'eternità desti il sapore del pane.

Quando dall'infinito facesti emergere il tempo per
appoggiarlo all'altra riva,
Tu già sentivi il mio lontano pianto,
ne sapevi da secoli il motivo.

        Sapevi che la nostalgia
     di chi una volta ha bevuto il Tuo sguardo
     non si placa per un solare incanto,
     ma si arrossa di sangue, come trafitta da spine.

  5
  Se il cosmo è un ramo pesante di foglie
  ed avvolto dall'irraggiare dei soli,
  e se lo sguardo è un quieto abisso
  recato sulla palma aperta
  allora anche se tremano e cadono le foglie
 rispecchiate dalla vicina profondità,
 il quiesto abisso sempre fissa
 Te-Nascosto

Karol Wojtyla (san Giovanni Paolo II ) da Canto del sole inesauribile

Karol pubblicò queste composizioni letterarie con lo pseudonimo di Andrzej Jawien'.Il futuro papa santo san Giovanni Paolo II osserva l'umano nel suo realismo con il  suo bisogno di dare senso alla  esistenza dove la fede diventa una  domanda  certa di risposta.

Pubblicato da Anna Ascione. diritti riservati


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