giovedì 18 settembre 2014

Foto:Panoramica sulla città vecchia di Gerusalemme,il centro del mondo.

Fotografie, panoramica su Gerusalemme

Gerusalemme per me è la città più emozionante che abbia mai visitato, quando arrivi ti senti buttato nell'abbraccio della storia e tutto prende forma, profumi e colori. Queste fotografie della città vecchia di Gerusalemme, quel km quadrato reclamato da tutti, lo spazio più conteso al mondo, dove la pietra è colorata  dalla luce, cioè, dal bianco del mattino al rosso di sera. In questo piccolo fazzoletto di terra, convivono le tre religioni più importanti al mondo, le tre fedi legate all' unico patriarca Abramo: il Muro del pianto per gli Ebrei, la Basilica del Santo Sepolcro per i cristiani e la Cupola della roccia per i musulmani.Questo luogo è considerato il centro del mondo, secondo la tradizione la città vecchia fu costruita nel 1004 A.C da re Davide ed è circondata da mura lunghe 4 km con 34 torri e 7 cancelli. I quartieri sono quattro, quello degli ebrei, dei cristiani, degli armeni e dei musulmani
Alcune panoramiche sono riprese dal Monte degli ulivi,  dove Gesù insegnò il Padre Nostro ai suoi discepoli e predisse la distruzione di Gerusalemme.In questo luogo Gesù amava ritirarsi a meditare e a pregare mentre guardava Gerusalemme e i suoi figli.
Anna Ascione-diritti riservati

Gerusalemme vista dal Monte degli Ulivi
Gerusalemme
Gerusalemme Est dove vivono i palestinesi
Gerusalemme

Gerusalemme
Gerusalemme

lunedì 15 settembre 2014

Rilke, l'albero e la vita (foto)

Rilke e  la foto dell'albero ...

Occorre maturare come l'albero  "che non incalza i suoi succhi e sta sereno nelle tempeste di primavera senza apprensione che l'estate non possa avvenire". Questa affermazione del poeta Rilke è l'unico coraggio che ci viene richiesto, perchè solo chi è disposto a tutto, potrà attingere alle profondità dell'esperienza e guardare alla vita come ad un destino. L'albero è un soggetto che ripeto spesso nelle mie fotografie accompagnato dall'acqua e spesso rifletto su questo, perchè le due cose stanno insieme simbolicamente fra terra e vita. Un albero per potersi sostenere ha bisogno di grandi radici, di acqua e di sole. La natura è sempre madre e ci indica come poter crescere forti e sani nella vita.

La foto dell'ultimo mio albero, presso un piccolo lago..
Anna Ascione-diritti riservati.
Albero-Ghirla.2014

giovedì 28 agosto 2014

E.Munch golgota: dolore, croce e speranza

Il Golgota di Munch e l'umana ferita

Munch Golgota - olio su tela   ( 80x20 cm ) 1900 Oslo Munch Musset
Il Golgota di Munch è esposto al Museo di Oslo,è stato dipinto alla fine del 800,   incarna quella riflessione di un periodo storico, quando è crollata una spinta positivistica e si era ridotta l'influenza del cristianesimo in Europa, l'uomo si ritrova solo, sfiduciato e in balia degli eventi e cerca  disperatamente  un senso. Questo quadro nasce mentre  Munch è ricoverato al Kornhaug Sanatorium per alcolismo, ricordo che la vita di questo artista è stata costellata dal dolore per  gravi lutti familiari che ha vissuto fin dalla giovane età. Questo quadro non ha nulla di sacro, è un grido di dolore che si alza nel cielo plumbeo, il crocefisso rimane al centro della scena, mentre   davanti ci sono volti  ben visibili e  dietro i volti  si sfumano verso la croce in  una danza della sofferenza con  di lato  braccia che tendono
verso il Cristo crocefisso. Munch, attraverso la sua arte assume su se stesso,  il macigno e il  dolore del suo tempo, se ne fa carico  cercando di redimerlo attraverso la pittura per restituirlo all'umanità , nonostante la storia sia composta di  una accozzaglia di uomini ignari.L'artista diventa testimone del suo tempo solo assumendo su di se il destino dell'uomo "soffrendolo" attraverso la propria carne,  arricchendola di una  umana ferita che diventa la strada per  ridare il senso alla storia  oltre l'orrore che vive, è questa la vocazione  del genio. La croce rimane centrale nel quadro,il  punto di luce per  il dolore dell'uomo che è in  cerca di  speranza  per non cadere nell'abisso e cosi l'arte diventa una preghiera.

 La crudezza di questo quadro ci mette di fronte al fatto che l'uomo ha bisogno di bellezza per essere rialzato dall'abisso e cosi ci troviamo di fronte ad  una profondissima preghiera di Munch per se e per l'uomo del suo tempo.
 Anna Ascione-diritti riservati.

martedì 5 agosto 2014

La poesia contro la guerra di Quasimodo è sempre attuale :Uomo del mio tempo

                                      Quasimodo: Uomo del mio tempo

Sei ancora quella della pietra  e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga
con le ali maligne,le meridiane di morte,
ti ho visto-dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. Ti ho visto, eri tu, 
con la tua scienza esatta,persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo.Hai ucciso ancora,
come sempre,come uccisero i padri, come uccisero,
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello di all'altro fratello:
"andiamo nei campi".E quell'eco freddo, tenace,
è giunto fino a te,dentro la tua giornata.
Dimenticate,o figli, le nuvole di sangue
salite dalla terra,dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri,il vento, coprono il loro cuore.

Salvatore Quasimodo- Uomo del mio tempo.

E' ancora attuale  questa poesia, ancora sentiamo quell'odore del sangue, che non cambia nei secoli, e anche le  lacrime hanno sempre  lo stesso sapore e la morte porta allo stesso dolore e l'uomo continua a combattersi, Purtroppo!

Gerusalemme: Muro del Pianto

                                                   Palestina.

lunedì 21 luglio 2014

Fra le macerie di Kabul i bambini continuano a giocare, le foto di Francis Alys al Donna Regina di Napoli.

I bambini fotografati da Francis Alys in Afganistan

Mi hanno colpito queste  foto di  bambini in Afganistan che srotolano una bobina cinematografica, mentre l'altro lo segue riavvolgendola, giocano  fra  le macerie che li circondano a Kabul. Le foto sono di Francis Alys, fotografo Belga di Anversa.Il museo d'arte contemporanea Donna Regina di Napoli ospita una mostra personale di questo artista,  immagini riprese nei vari luoghi dell'Afganistan, dal 2010 al 2014, dal titolo: Reel-Un Reel ( Afghan Project 2010-2014) Una bobina e una  pellicola, simboli della  comunicazione occidentale , un materiale raro e se posso permettermi di dirlo anche inviolabile perchè nella realtà difficilmente diventerebbe uno strumento di gioco,  pena è la distruzione del materiale stesso.La pellicola viene distrutta dalle righe e dalla polvere, con la sua storia, con la sua memoria, dei media occidentali, con agende politiche che hanno influenzato la cultura dei popoli.Il trofeo viene portato per la vie della città distrutta, con l'abilità che ricorda i vecchi giochi che si facevano in Europa con un cerchio o una ruota.Fra le macerie di Kabul i bambini continuano a giocare e cosa importa con cosa lo fanno....
bambini a Kabul
bambini a Kabul
Kabul

Kabul

Pubblicato da Anna Ascione-diritti riservati                                                                                              

mercoledì 9 luglio 2014

Van Gogh: Fra il sentire dell'arte e l'esigenza di un amore assoluto

L'amore assoluto in Van Gogh

Van gogh
Più divento dissipato, malato, vaso rotto più io divento artista, creatore, entro quel grande rinascimento dell'arte di cui parliamo. Le cose sono certamente cosi, in  me quest'arte eternamente viva, e questo rinascimento, questo germoglio verde che spunta dalle radici del vecchio tronco tagliato, sono cose talmente spirituali che ci assale una certa malinconia pensando con quanta minor fatica si sarebbe potuto vivere la vita, invece di far la fatica dell'arte.


Bè, cosa vuoi quello che uno ha dentro traspare anche al di fuori. Uno ha un grande fuoco nel suo cuore e nessuno viene mai a scaldarcisi da vicino, e i passanti non vedono che un poco di fumo in cima al camino, e poi se ne vanno per la loro strada.

Non si sa sempre riconoscere che cosa è che ti rinchiude, che ti mura vivo, che sembra sotterrarti, eppure si sentono non so quali sbarre, quali muri. Tutto ciò è fantasia, immaginazione? Non credo, e poi uno si chiede: " Mio Dio, durerà molto, durerà sempre, durerà per l'eternità?"
Sai tu ciò che fa sparire questa prigione? E' un effetto profondo , serio. Essere amici, essere fratelli, amare spalanca la prigione per potere sovrano, per grazia potente. Ma chi non riesce ad avere questo rimane chiuso nella morte. Ma da dove rinasce la simpatia, li rinasce anche la vita. Talvolta la prigione si chiama: pregiudizio, malinteso, ignoranza fatale di questa o di quest'altra cosa, sfiducia, falsa vergogna.

Sebbene tu abbia fatto abbastanza carriera senza una " lei e nessun'altra", sebbene tu sappia concludere buoni affari senza una "lei e nessun altra", sebbene tu sia un uomo di buona volontà, energia e carattere, senza una "lei e nessun altra" sebbene tu abbia acquistato esperienza e buona conoscenza degli uomini senza una "lei e nessun' altra", sebbene tu sia brillante e coraggioso senza una "lei e nessun'altra", sebbene tu osi schierarti da una delle due parti e non ami tentennare fra due opinioni senza...Tutta via farai più strada nel mondo,sarai più sicuro di te stesso, avrai più volontà, energia e carattere, acquisterai maggiore esperienza e una profonda conoscenza degli uomini, sarai più brillante e coraggioso, saprai difendere coraggiosamente le tue idee, avrai minor tendenza all'indecisione..quando troverai qualcuno che possa diventare " lei e nessun'altra". In breve sarai maggiormente te stesso e con un'onestamente intesa e profonda e sentita " lei e nessun'altra" che non senza.
Vincent Van Gogh-lettere a Theo.

Così scriveva Van Gogh a suo fratello, raccontando la " mancanza" di una " lei e nessun'altra" cioè di un amore dove poteva compiersi.
Eppure questa lotta fra il sentire dell'arte e l'esigenza di amore assoluto è ciò che ha condotto nella sofferenza della solitudine, questo grande artista, che è rimasto piegato nel suo compito fino alla morte, pagando in questo modo un dolore che ha reso la sua arte eterna.
Non posso che commuovermi dinnanzi alle sue parole, alla sua arte, spesso cosi piena di colori e di vita, pensando al suo dolore.

Pubblicato da Anna Ascione.

sabato 28 giugno 2014

Riccardo Muti : investire in cultura e bellezza per salvare l'anima del popolo.

Riccardo Muti

Riccardo Muti e la necessità della bellezza.


Se togliamo ai nostri figli la possibilità di avvicinarsi all'arte, alla poesia, alla bellezza, in una sola parola alla cultura, siamo destinati a un futuro di gente superficiale e pericolosa. Per questo occorre difendere un settore che non esiste per dare dei profitti, ma per parlare direttamente alla gente. Sottolineo che un’orchestra sinfonica costa molto, ma molto meno di un giocatore di calcio.
I dittatori hanno sempre cercato di chiudere la bocca agli artisti e agli intellettuali, perché la cultura, nonostante l’imbarbarimento estetico al quale stiamo assistendo, continua a essere l’anima del popolo.

L’Europa ha alle spalle una storia importantissima, sul piano culturale è stata a lungo leader nel mondo. Ora non può dimenticarlo:per risalire e tornare propositiva, basterebbe che i governi dei vari Paesi togliessero un po’ di denaro alle cose superflue e lo destinassero prima all'educazione, poi all'educazione e quindi all'educazione.
Riccardo Muti.

Ho trovato nel web queste affermazioni del maestro Muti, le ho sentite cosi mie che ho deciso di inserirle in questo blog. Il maestro Muti esprime un pensiero importantissimo su cui dobbiamo riflettere e non farci portare via la bellezza e la cultura da un potere politico che ci sta portando verso l'imbarbarimento estetico e morale.
Pubblicato da Anna Ascione-diritti riservati

mercoledì 25 giugno 2014

Fotografia:la fantasia del creato nella potenza e la fragilità dei fiori

Fotografia: la potenza e la fragilità dei fiori


La potenza e la fragilità di un fiore, daranno sempre all'occhio umano un senso di bellezza e  come diceva Rodin:" ogni fiore ha un parola cordiale che la natura  rivolge verso l'artista". 
I fiori sono un soggetto semplice da fotografare, sono belli, contengono forma e colore, vivono nella loro scenografia naturale dove si nascondono  colori che fanno da corollario alla loro bellezza. Sono sempre stata stupita dalla loro forma,  dell'infinita fantasia della creazione che nessuna mente umana avrebbe potuto inventare.  Fanno parte di quel particolare che va oltre la nostra intelligenza perchè  ci immette nell'infinita realtà della natura, in quella potenza che è sempre accompagnata da una fragilità  la quale essendo delicata, è bisognosa di cure e  rispetto.Dante diceva  che:" tre cose ci son rimaste del paradiso: le stelle i fiori e i bambini"   e forse è per questo che i fiori sono da sempre associati all'amore....che da sempre è potente e anche fragile e che se non viene curato  appassisce, come ci insegna la natura con i suoi bellissimi fiori.

E' molto più facile cogliere il particolare di un fiore o di una pianta in studio piuttosto che all'aperto. Qui, infatti, anche il più leggero soffio di vento può muovere la composizione, la luce si rivela spesso inadatta e l'ambiente difficile anche per il fotografo esperto.Bisogna stare attenti al calore delle lampade che potrebbero far appassire i fiori.
Anna Ascione diritti riservati.

fiore
fiore

fiore
fiore

fiore
ape e fiore


crisantemi
fiore
fiore
rosa

crisantemi coreani
ape e fiore

fiori




venerdì 13 giugno 2014

Grandi fotografi: Genova una mostra ricorda Robert Capa a 100 anni dalla sua nascita

Robert Capa e il suo occhio artistico

Dal  6 giugno al 5 ottobre 2014  è aperta a  Genova al palazzo Ducale, una mostra per ricordare il grande fotografo Robert Capa nato a Budapest 100 anni fa.

Ha fondato insieme ai suoi amici Henri Cartier Bresson, David Seymour, George Rodger e William Vandivert l'agenzia  fotografica cooperativa " Magnum ".

Robert Capa ( immagine web)
Robert Capa attraverso il suo occhio artistico ci ha lasciato numerose testimonianze fotografiche: negli anni 30 fotografa i  tumulti di Parigi del fronte Popolare, la Spagna delle guerre civili, dove   con la sua compagna  Gerda Taro  fotografa la resistenza di Madrid e durante la battaglia di Brunete  lei cade e muore  nella confusione  della folla, rimanendo schiacciata da un carro armato del governo spagnolo. Capa che sperava di sposarla, non si solleverà mai più da questo dolore.
Poi, si trasferisce in Cina per documentare la resistenza contro l'invasione giapponese,  dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale e alcuni mesi trascorsi in Messico, inizia collaborare per la rivista "Life" per fotografare la campagna presidenziale e le elezioni .Subito dopo lo vediamo a bordo dei convogli dei trasporti aerei americani in Inghilterra, dove realizza numerosi servizi sulla guerra  e nel marzo del 43 si sposta in Sicilia dove fotografa i successi militari degli alleati fino alla liberazione di Napoli.Capa continua la sua marcia, il 6 giugno sbarca con il primo contingente delle forze americane a Omaha-Beach in Normandia e poi si mette al seguito delle truppe americane e francesi che si conclude il 25 agosto con la liberazione di Parigi.

Robert Capa ( immagine )
Dopo la guerra si trasferisce a Hollywood, dove scrive le sue memorie di guerra, ma poi capisce che il mondo del cinema non gli piace e si trasferisce per 2 mesi in Turchia dove realizza le riprese di un documentario.
Dal 1948 al 1950 effettua 3 viaggi in Israele e nel 1954 trascorre 3 mesi in Giappone, giunge ad Hanoi per fotografare la guerra dei francesi in Indocina, il 25 maggio mentre accompagnava una missione militare francese da Namdinh al delta del Fiume Rosso, durante una sosta si allontana in un campo e purtroppo calpesta una mina anti-uomo e rimane ucciso.
A uomini come Robert Capa,noi tutti dobbiamo dire grazie, perchè le sue immagini restano nel tempo e ci rendono la testimonianza umana e terribile della guerra.

Testo di Anna Ascione diritti riservati le immagini sono tratte dal web.







mercoledì 4 giugno 2014

Fotografia pura e amore per la vita

La fotografia realista


August Rodin scriveva: " I migliori soggetti sono davanti a noi, si tratta delle persone che conosciamo meglio....la cosa principale è essere commossi,  amare, sperare, fremere,vivere. Essere uomini prima che artisti." 
E il grande scultore ci ha lasciato questa testimonianza nelle sue opere, ma anche nella fotografia che è nata come opera realista, mi ha fatto sempre
 pensare di utilizzare la macchina fotografica per rappresentare la vita e cercare di restituire la vera sostanza e quintessenza delle cose in sè. Cercando di testimoniare attraverso ciò che vedo e incontro la mia commozione, il mio fremito, il mio amore per la vita.Oppure, semplicemente restituire, attraverso l'obbiettivo e un click qualcosa che abita in  questo infinito che ci ospita.Alcuni grandi fotografi sono stati dei veri maestri in questo e lo hanno realizzato attraverso "la fotografia pura" che si chiama "realismo"  dedicando la loro vita al loro pellegrinaggio fotografico. Oggi, grazie a loro abbiamo  un patrimonio artistico e di testimonianza di vita che passa fra le generazioni,  rendendo  quei pezzetti di mondo fotografati immortali nel tempo. Allego a questo post due immagini di una scultura di una donna incinta che ho ripreso alla  Rocca di Angera sul lago Maggiore, che mi hanno colpito moltissimo per il loro simbolismo, che si riallaccia alla proprietà del"materno" contraddistinguendosi nella sua duplice natura, positiva e negativa, della madre amorosa e terribile.
maternità  Rocca di Angera a Varese

maternità Rocca di Angera a Varese

sabato 24 maggio 2014

Arvo Part e l'esperienza di bellezza attraverso la sua musica meditativa.

La musica di Arvo Part ci introduce all'esperienza della bellezza


Esiste la grande arte e l'arte popolare, in molti credono che ci sia una differenza tra i due. La grande arte e quella roba in cui c'è dentro la trascendenza, richiede la nostra attenzione, ci porta ad un livello più alto. L'arte popolare e roba per i mercanti.
Arvo Part
Pochissimi artisti vivono in questi due regni come Arvo Part. Arvo è in procinto di eseguire alcuni concerti in America, dopo 30 anni la sua musica viene eseguita da importanti orchestre, ma è anche amato da musicisti come Bjork, Rem.

La fantasia popolare abbraccia i santi uomini della musica e il canto dei monaci e monache benedettini , fanno scoppiare le classifiche. Lui dolce, barbuto, monacale in apparenza, scrive una musica di una spiritualità diretta e spesso apertamente religiosa.

La musica di Part è originale, meditativa, a volte lo chiamano "minimalista", nella maggior parte della sua musica, utilizza una tecnica che lui chiama tintinnio, che giustappone una melodia che si sposta da una nota all'altra senza grandi salti di intervalli, una triade associata, tre note di un accordo ( do-mi-sol). " Una linea che siamo", ha detto una volta il compositore in una intervista nel 2010, " e l'altra linea che si prende cura di noi"


La sua musica non è improvvisata, ma è lo spirito che invita le persone
 ad ascoltare, è una esperienza di bellezza.

Anna Ascione diritti riservati.



mercoledì 21 maggio 2014

foto e poesia: "amicizia" di Vincenzo Cardarelli

i due amici dopo la scuola
Noi non ci conosciamo. Penso ai giorni
che, perduti nel tempo, ci incontrammo,
alla nostra incresciosa intimità.
Ci siamo sempre lasciati
senza salutarci,
con pentimenti e scuse da lontano.
Ci siam rispettati al passo,
bestie caute,
cacciatori affinati,
a sostenere faticosamente
la nostra parte di estranei.
Ritrosie disperanti,
pause vertiginose e insormontabili,
dicevan, nelle nostre confidenze,
il contatto evitato e il vano incanto.
Qualcosa ci è sempre rimasto,
amaro vanto
di non ceduto ai nostri abbandoni,
qualcosa ci è sempre mancato                        
Vincenzo Cardarelli                                                                                        
                                                                                                                   
la soglia 



Anna Ascione diritti riservati                                                                                                          


venerdì 16 maggio 2014

Fotografia: ci sono foto che restano nel cuore,il clochard all'angolo di via Gioia

Fotografia bianco e nero:Il clochard a Milano

Ci sono foto che restano nel cuore, volti di persone che rimangono impressi  perchè il loro sguardo ci segna quando lo incontriamo, ci rimane addosso. L'anziano clochard che sedeva all'angolo di via Gioia a Milano suonando  la sua armonica mentre gioiosa scivolava sotto la sua  barba bianca mi faceva compagnia e mi rasserenava mentre  correvo fra il bus e il metrò, in quel tempo  caotico e stressante per me. Mi divenne  familiare il vederlo sempre li con il suo  sguardo profondo, il suo  viso tenero e   sempre ben curato. Ricordo che   mi guardava perplesso, mentre mi nascondevo come una ladra per rubargli  uno scatto,  per rubare un po di lui che mi piaceva cosi tanto. L'ho visto invecchiare negli anni e addolcirsi nei miei confronti, abituarsi alla mia macchina fotografica  e piano, piano mi ha lasciata entrare in  quel suo strano e libero  mondo.Da qualche  anno c'è un posto vuoto all'angolo di via Gioia non c'è più una armonica che suona, che  accompagna la nostra vita frettolosa non c'è più nessuno che  allieta la nostra corsa, non c'è più l'anziano clochard in giacca e cravatta con una lunga barba bianca, l'uomo buono della strada all'angolo, siam rimasti da soli con i nostri pensieri e cosi  ho deciso tirar fuori dal cassetto le sue fotografie,  regalando il suo sguardo  in questo tempo, un tempo senza  misura....perchè la sua durata è la fotografia stessa a deciderlo....

Grazie amico,

copyright diritti riservati Anna Ascione http://annaascione.blogspot.it/
Il clochard di via Gioia a Milano 1


Il clochard di via Gioia a Milano 2

Il clochard di via Gioia a Milano 3

martedì 6 maggio 2014

Perchè una foto è bella ?

Per fare una bella fotografia


La risposta a questa domanda  è che si tratta sopratutto una questione di gusto personale. I vari elementi che  compongono una foto si fondano e colpiscono in un certo modo una persona, mentre ne lascia indifferente un'altra. Eppure alcune fotografie possiedono delle qualità evidenti e apprezzabili da chiunque, spiccano e colpiscono indipendentemente dall'interesse inerente al soggetto, ma ci sono delle regole e  due  sono essenziali per una bella fotografia: la composizione e la luce. Poi possiamo aggiungere un senso di profondità e guidare l'occhio verso l'interno, cioè in un senso più ampio della realtà espressa. La simmetria, la linea e la forma, il motivo e la struttura, sono essenziali nella fotografia creativa. In sintesi, composizione, sfruttare efficacemente la luce,l'equilibrio,la forma e la profondità sono indispensabili per aiutare l'occhio a recepire la bellezza di una immagine che ci colpisce a iniziare dal dentro delle nostre emozioni, cioè ci rimanda con la fantasia ad andare più in la, alimentando le nostre immagini interiori ad essere più ricche ed evolute.

Anna Ascione diritti riservati: annaascione.blogspot.it

lago ghiacciato 

cielo e monti

alberi inverno

alberi nella notte

inverno sul lago

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il piccolo pescatore

le barche sul lago

al parco Sempione di Milano

il pescatore

l'uccellino sul ramo d'inverno

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