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sabato 28 giugno 2014

Riccardo Muti : investire in cultura e bellezza per salvare l'anima del popolo.

Riccardo Muti

Riccardo Muti e la necessità della bellezza.


Se togliamo ai nostri figli la possibilità di avvicinarsi all'arte, alla poesia, alla bellezza, in una sola parola alla cultura, siamo destinati a un futuro di gente superficiale e pericolosa. Per questo occorre difendere un settore che non esiste per dare dei profitti, ma per parlare direttamente alla gente. Sottolineo che un’orchestra sinfonica costa molto, ma molto meno di un giocatore di calcio.
I dittatori hanno sempre cercato di chiudere la bocca agli artisti e agli intellettuali, perché la cultura, nonostante l’imbarbarimento estetico al quale stiamo assistendo, continua a essere l’anima del popolo.

L’Europa ha alle spalle una storia importantissima, sul piano culturale è stata a lungo leader nel mondo. Ora non può dimenticarlo:per risalire e tornare propositiva, basterebbe che i governi dei vari Paesi togliessero un po’ di denaro alle cose superflue e lo destinassero prima all'educazione, poi all'educazione e quindi all'educazione.
Riccardo Muti.

Ho trovato nel web queste affermazioni del maestro Muti, le ho sentite cosi mie che ho deciso di inserirle in questo blog. Il maestro Muti esprime un pensiero importantissimo su cui dobbiamo riflettere e non farci portare via la bellezza e la cultura da un potere politico che ci sta portando verso l'imbarbarimento estetico e morale.
Pubblicato da Anna Ascione-diritti riservati

martedì 18 marzo 2014

La fotografia è finita? E' diventata "over"?

La fotografia è finita? A questa domanda hanno cercato di rispondere qualche anno fa in una conferenza sulla fotografia al San Francisco Museum of  Modern art, Sandra Phillips e Dominic Wilsdon.L'incontro ebbe come scopo quello di capire cosa è "cambiato" nella fotografia negli ultimi dieci anni.


immagine realizzata per manuale di fotografia DISNEY
 Una provocazione del genere  arrivata dai principali foto-curatori del mondo, fa riflettere e vale la pena prenderla in considerazione  E' ovvio a tutti che la fotografia ha subito dei profondi cambiamenti con la nascita della fotografia digitale e dei software di elaborazioni di immagini, con i quali è estremamente facile produrre una foto di buona qualità, mentre prima con la foto tradizionale occorreva attrezzature e conoscenze tecniche di ripresa e metodi di stampa.Per cui ci  ritroviamo di fronte ad una de-specializzazione della fotografia che sta portando al collasso il l foto-giornalismo ( e non solo) professionale. A questo punto possiamo dire che  il mestiere tradizionale sta andando "over ?"
immagine per pubblicità Disney
C'è in atto anche una rivoluzione culturale che sta sconvolgendo il panorama dell'immagine, se pensiamo che su Facebook ci sono 250 miliardi di fotografie e ogni giorno ne vengono aggiunte 350 milioni e un utente medio vede 5.000 annunci al giorno.Tutto questo ci dimostra che la fotografia è diventata una normalità che abita la nostra vita e non è più una pratica discreta o un campo di indagine ma, subiamo un martellamento continuo che non ci permette più di pensare  cosa vediamo e di riuscire a valutarlo, la consumiamo in fretta, la subiamo a livello inconscio, soprattutto quella pubblicitaria. In questo senso possiamo dire che stiamo subendo una vera overdose di immagini.
Non resta che uscire da questo "chiacchiericcio" delle masse e continuare a guardare dentro, "al significato" della fotografia, continuando a fare ciò che l'arte ha sempre fatto, cioè star fuori dal rumore.

 Anna Ascione
copyright: http:// annaascione.blogspot.it

sabato 8 febbraio 2014

fotografia: lo sguardo che penetra muove le cose

Ci sono verità come quella della scienza, che non mettono in moto la vita.Le verità della vita sono quelle che,penetrando in essa, la fanno muovere ordinatamente; quelle che l'accendono e la traggono fuori da sè,trascendendola e mettendola in tensione.Una vita dispersa e confusa è un vita in una quiete stagnante.Una vita vera sarà invece quella che sa attraversare il suo tempo,essere innanzitutto un modo felice di muoversi nel tempo,senza risultare sottomessa come le cose,tremante come i vegetali o prigioniera come l'animale, ma desta e libera come deve essere l'uomo. ( Maria Zambrano, Verso il sapere dell'anima pag 70)
Aggiungi didascalia









Concordo con la  grande filosofa spagnola. Guardo la realtà attraverso l'obbiettivo di una macchina fotografica cerco di penetrarla, lo faccio perchè  mi attrae, mi parla e mi chiama e per questo decido di trattenerla dentro di me e di trasformarla in una immagine per donarla ad altri. La realtà non mi appartiene mai è altro da me, è più grande di me, per questo cerco di stabilire una relazione libera con essa e non di possesso.
Anna Ascione


venerdì 15 novembre 2013

L'unità di una cultura e la vera storia dell'umanità è fatta di speranza


   Alla storia dei fatti dovrà seguire la storia delle speranze. la vera storia umana.L'unità di una cultura proviene dal sistema di speranze che in essa viene delineata. Ma poichè tale sistema di speranze e disperazioni è solitamente nascosto nei fatti , non solo è stato misconosciuto, ma anche rifuggito, a seguito della paura che assale l'uomo moderno di fronte a tutto ciò che va oltre al semplice accadimento.

e' necessario però scoprire anzitutto il luogo in cui queste speranze si manifestano per catturarle, perchè se ci affidiamo alle nostre sole capacità, è certo che ci rimarranno in mano soltanto le loro ombre.

Raramente infatti sappiamo con sicurezza che cosa sperare, e meno ancora in tempo di confusione e crisi.
"NON SAPPIAMO PERCHE' DOBBIAMO SPERARE, PERO' LO SPIRITO GEME INCONSOLABILMENTE"

( Maria Zambrano - Verso un sapere dell'anima)

Più avanti nel suo libro la filosofa spagnola dice anche queste parole:" ogni epoca potrebbe essere definita dallo specchio in cui ha il coraggio di guardarsi per trovare la propria immagine"

MI CHIEDO IN QUALE SPECCHIO LA MIA EPOCA HA IL CORAGGIO DI GUARDARSI?

martedì 8 ottobre 2013

Mentre guardo l'universo mi chiedo: perchè amo fotografare?

Perchè amo fotografare? Ho sempre pensato che la luce sia concretamente il pennello con cui Dio abbia disegnato il mondo attraverso una tavolozza di colori infiniti e con miliardi di sfumature.Queste  cambiano di continuo trascinandoti e dimostrandoti  che lo stesso soggetto da un punto di vista diverso,come quando viaggiamo   in nuovi continenti continuiamo  a vederli ma, in modo nuovo.( per esempio la luna vista dall'Italia e dall'Africa è sempre la luna, ma cambia la visione, si rovescia).

Nel tempo è cresciuta in me la coscienza di trovarmi davanti ad  un grande mistero e che attraverso l'immagine   potevo farne parte attraverso la fotografia, cercando di fermarne un pezzettino e cosi mi nacque una domanda :mistero e fotografia viaggiano insieme? 

Ho capito  di si, perchè   davanti ad ogni foto rimanevo sempre  sorpresa e mi rimandava  oltre il mio sguardo, restandone incantata e facendomi aprire a qualcosa di più grande di me, capace di  affascinarmi e rapirmi, restituendomi una risposta su ciò che vedevo. Da tutto ciò è nato    un grande rispetto verso la realtà e i soggetti che devo fotografare.. e oggi,mi pongo sempre  la stessa domanda prima di fare una foto: "chi sei tu che appartieni all'universo?




Anna Ascione



domenica 8 settembre 2013

Ho bisogno di sogni e non di guerra, di speranza e futuro.

Dove andiamo ? Chi stiamo seguendo? Ma sopratutto chi ci sta portando?
Per quanto sia tremendo, terribile  l'uso di armi chimiche, quali sono le ragioni per cui la morale umanitaria di Obama si muove per qualche centinaia di morti e non per gli oltre 100.000 morti di siriani? Per i milioni di morti  cristiani e sopratutto perché ha aiutato una rivoluzione nel mediterraneo non sapendo poi chi mettere al potere?
I bambini , gli anziani, le donne, gli uomini, muoiono sia con le armi convenzionali di cui l'America è il più grande produttore al mondo e sia con le armi chimiche.
Ho la sensazione che Obama si muova solo per se stesso, per difendere la sua immagine mentre  parla di intervento e non di conseguenze e mi appare  freddo, razionale e non vedo nemmeno più il suo sentimentalismo con cui ha conquistato l'America.

Noi viviamo una grande crisi economica, di valori e di  ideali e abbiamo bisogno di speranza, dialogo, solidarietà e di stringerci e non di dividerci. 

Abbiamo bisogno di bellezza e non di oscurità.

e per questo ricordo le parole del papa dette ieri sera alla veglia di preghiera per la pace:

«Quando l’uomo pensa solo a se stesso, ai propri interessi e si pone al centro, quando si lascia affascinare dagli idoli del dominio e del potere, quando si mette al posto di Dio, allora guasta tutte le relazioni, rovina tutto; e apre la porta alla violenza, all'indifferenza, al conflitto». 

 «Essere persona umana significa essere custodi gli uni degli altri. Quando c’è il caos il fratello da custodire e da amare diventa l’avversario da combattere, da sopprimere. Quante guerre hanno segnato la nostra storia. Basta vedere la sofferenza di tanti fratelli e sorelle. In ogni violenza e in ogni guerra noi facciamo rinascere Caino. Noi tutti. Anche oggi ci lasciamo guidare dagli idoli, dall'egoismo, dai nostri interessi; e questo atteggiamento va avanti: abbiamo perfezionato le nostre armi, la nostra coscienza si è addormentata, abbiamo reso più sottili le nostre ragioni per giustificarci. Come se fosse una cosa normale, continuiamo a seminare distruzione, dolore, morte! La violenza, la guerra portano solo morte, parlano di morte! La violenza e la guerra hanno il linguaggio della morte!».

Concludo dicendo che noi tutti abbiamo il diritto di alzarci in piedi e di dire con coraggio: Ho bisogno di sogni e non di guerra, di speranza e futuro.

Anna Ascione - diritti riservati

lunedì 2 settembre 2013

La guerra chiama guerra. Stop the war

  
fonte web
         


             Non è mai l'uso della violenza che porta la pace: la guerra chiama guerra, la violenza chiama violenza, Ha detto papa Francesco, invitando le parti in conflitto in Siria a " non chiudersi nei propri interessi" ma a intraprendere con coraggio e decisione la via dell'incontro e del negoziato, superando la cieca contrapposizione.


Mi chiedo perché siamo arrivati a credere che la pace si possa fare solo con le bombe?

fonte web
Forse abbiamo perso la capacità del dialogo? La cultura della spada è entrata nel mondo occidentale come l'unica soluzione? Stiamo diventando tutti talebani?

 Bisogna decidere e trovare il coraggio per una via di incontro perche tutte le persone di buon senso, al di là del credo si uniscano in coro e chiedano  STOP THE WAR
 perché il primo diritto umano a cui aspiriamo tutti è la pace e la concordia in ogni luogo e non una guerra che rischia di diventare MONDIALE...

giovedì 13 giugno 2013

Fellini, la vita è una festa solo se si cerca di essere felici...

Montecarlo
"Ma che cos’è questo lampo di felicità che mi fa tremare, mi ridà forza, vita? Vi domando scusa dolcissime creature, non avevo capito, non sapevo… Com’è giusto accettarvi, amarvi, e com’è semplice. Luisa, mi sento come liberato. Tutto mi sembra buono, tutto ha un senso, tutto è vero. Ah, come vorrei sapermi spiegare… ma non so dire. Ecco, tutto ritorna come prima, tutto è di nuovo confuso. Ma questa confusione sono io, io come sono, non come vorrei essere, e non mi fa più paura. Dire la verità, quello che non so, che cerco, che non ho ancora trovato. Solo così mi sento vivo, e posso guardare i tuoi occhi fedeli senza vergogna. È una festa la vita, viviamola insieme. Non so dirti altro, Luisa, né a te né agli altri. Accettami così come sono se puoi, è l’unico modo per tentare di 
trovarci"
 
.( da 8 e mezzo di Fellini)
 
 Si è vivi solo se si cerca la felicità, questo desiderio profondo accomuna  tutti gli uomini e come dice Fellini, in questo modo possiamo vivere la vita come una "festa" Mi chiedo se vale la pena vivere per meno di questo? Io non credo.Per questo quando ci si accetta, si impara ad accettare l'altro e insieme ci si apre all'amore.

domenica 12 maggio 2013

Tu sei la sola al mondo che sa, auguri a tutte le donne per la festa della mamma.

" Tu sei la sola al mondo che sa,
del mio cuore
ciò che è stato sempre,
prima di ogni altro amore!
( Pasolini: supplica a mia madre)


Ho sempre pensato che un figlio è l' opera più bella e onesta per una donna e non c'è altro  legame così profondo che si possa stabilire fra esseri umani ed èanche  il luogo del nostro primo amore perche è da questo grande amore che impariamo ad amare, ad aprirci, ad accogliere e a rapportarci con armonia, con noi stessi e ciò che viviamo.



 Nel 1995 Giovanni Paolo II scrisse una bellissima lettera alle donne nel giorno della festa della mamma che si concludeva con queste parole:
 

"Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani."

                                                Grazie a tutte le donne ...
                                         Post e foto di  Anna Ascione

venerdì 26 aprile 2013

Il silenzio non è l'assenza di parole

Isola D'elba -verso sera



Il silenzio non è l'assenza delle parole









Il silenzio non è l’assenza delle parole. Esso è, piuttosto, il tempo vissuto con la consapevolezza che non sarà la nostra attività a salvarci. L’ancora della nostra vita non può essere l’azione. Quando è ricercata per se stessa, l’azione ci svuota, ci stanca, ci distrugge. Occorre sempre riscoprire la radice e la forza che possano sostenere il nostro fare. Per questo è necessario il silenzio. Molte volte la nostra ricerca spasmodica di agire non è altro che l’espressione della nostra paura di trovarci soli con noi stessi o soli di fronte agli altri. Pensiamo a questa possibilità identificandola con il vuoto, con il nulla. Paura che dal fondo di noi o dallo sguardo dell’altro emergano le domande a cui non sappiamo o non vogliamo dare risposta: dove sto andando? Che cosa cerco? Che cosa vale di più per la mia vita?

 Massimo Camisasca
post e foto di Anna Ascione
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