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mercoledì 8 aprile 2015

Picasso the soup (1902) l'unione perfetta fra dono e offerta

Picasso,the soup 1902

The soup (1902 ) è stato dipinto nel periodo in cui Picasso viveva circondato da  una povertà disperata a Parigi,subito dopo torna a Barcellona e si mette a  dipingere questa splendida opera dopo una visita nel carcere femminile Sant-Lazare. The soup, nasconde una certa ambiguità perchè non è chiaro se  la donna anziana curva, con gli occhi chiusi e il volto reclino con una profonda dolcezza sul volto mentre si  china verso la bambina  dona la tazza o la riceve. E' un quadro dove si fondono insieme la gratitudine con il dono, nel dipinto sembrano   diventare la stessa cosa,  unendosi e  accompagnandosi  nella  tensione amorosa delle braccia tese della bambina.

Amare e donare si  trasformano in  Caritas,cioè nel dono gratuito di se. Cosi Picasso, ci riporta al significato originale dell'amore.
Picasso the soup 1902
Pubblicato da Anna Ascione-diritti riservati

giovedì 27 novembre 2014

Nel quadro il funerale di Atala di Girodet la morte è sorretta dall'amore

Il funerali di Atala e  il compimento del destino


Il funerale di Atala di Anne-Louis Girodet De Roussy Trioson 1808 Louvre


Sulla parete rocciosa del quadro c'è scritto un passo del libro di Giobbe :" Mi sono appassito come un fiore, mi sono seccato come l'erba dei campi"

Il dipinto è ispirato ad un romanzo di successo ( Chateaubrians, Atala o gli amori di due selvaggi nel deserto) è ambientato in un cimitero e si svolge nell'America del seicento.

Un vecchio eremita ( padre Aubry) tiene per le spalle Atala e vuol condurla verso il riposo eterno, mentre l'amante  l'indiano disperato ( Chactas) la trattiene e la stringe a se.

Sullo sfondo una luce passa attraverso la croce e illumina il piccolo crocefisso che Atala stringe fra le mani.
Lei è sorretta da due uomini  che l'amano profondamente e che rappresentano lo spirito e la carne  per poter permettere al   destino che l'attende il suo compimento.
Bellissimo questo quadro, in cui tutto sembra compiuto.
Pubblicato da Anna Ascione-diritti riservati

venerdì 31 ottobre 2014

La foto della Cappella Sistina illuminata con 7000 punti luce.

La nuova Cappella Sistina


La  cappella Sistina dipinta da Michelangelo ha una nuova illuminazione e aria condizionata. La nuova luce permette di ammirare la cappella in modo uniforme, con l'illuminazione installata da Osram con 7000  punti luce basate su lampade a Led che permetteranno anche un risparmio energetico e la metà del calore di prima, impedendo il deterioramento degli affreschi come stava accadendo. La UE ha finanziato una parte dei lavori con 3 milioni di euro i lavori.

Allego una immagine della Nuova Cappella Sistina..
Il soffitto della cappella Sistina con la nuova illuminazione di 7000 punti luce.

venerdì 24 ottobre 2014

la foto dell'albero da cui nacque l'ultima opera di William Congdon, la sua casa e il suo ricordo.

La fotografia dell'albero da cui trasse la sua ultima opera William Congdon.

Voglio iniziare a parlare di William Congdon e dell'amicizia che mi ha legata a lui, dalla fine. Da quell'albero e dai suoi ultimi quadri. Bill mi raccontava  che i suoi crocefissi nascevano guardando i tronchi di alberi , ed è riuscito a trasmettermi  questo amore per  l'albero, che ripeto spesso nelle mie foto. Poco dopo la  morte  di Bill, il nostro amico comune  Paolo,  mi diede le chiavi e mi  chiese di andare a fotografare la sua casa vuota e quell'albero che ispirò Bill, per i suoi ultimi quadri. Paolo, mi raccontò della breve passeggiata di  Bill malato e sulla carrozzina con un monaco che gli abitava accanto di nome  Angelo e che gli faceva compagnia in quell'ultimo pezzo della vita.  Bill da decenni e dopo una vita a zonzo per il mondo, si era rifugiato per condurre  una vita  monacale accanto   ad un convento di monaci conosciuti come la Cascinazza, nella bassa milanese. Dopo quel giretto  con Angelo,Bill tornò a casa entusiasta e iniziò a dipingere,  trasformando due semplici alberi in una opera d'arte. La grandezza di Congdon è nella profondità del suo sguardo, nella sua capacità di trarre un'opera d'arte anche  da  quei luoghi  che lui definiva "il cesso del mondo". Quella  bassa milanese, terra piatta, dove di inverno si copre di nebbia e d'estate è afosa e si riempie di zanzare. Ma  è proprio  da  quella  terra  che  offre cosi poco  all'occhio di un  artista, lui è riuscito a regalarci delle bellissime opere d'arte, con la sua capacità di vedere l'invisibile e il senso delle cose, come mi spiegò  un pomeriggio durante una passeggiata, raccogliendo e  stringendo fra le mani un po di quella terra appena arata.Tornando a quel quel giorno mentre ero sola nella sua casa e guardavo le sue ultime opere,  avvertivo   la sua presenza e ricordavo  le sue parole  fra uno scatto l'altro,  pensai al mistero della vita e al  destino di questo americano che era stato condotto dalla vita  a morire in questo buco del mondo che mai avrebbe scelto per se, ma è proprio qui  si era fermato perché aveva trovato il senso della sua vita e della sua morte.  Grato,  a questa esperienza,  ci ha regalato la sua arte, esprimendoci che  la vera  bellezza è lo splendore del vero.E mentre fissavo la finestra vuota, lo rivedevo con   quel suo sguardo che fissava oltre ,  seduto al  suo piccolo tavolino con le matite fra le mani,  mentre disegnava i suoi schizzi per far nascere quei quadri che  amava definire " figli". Un figlio  era rimasto li sul cavalletto, e mi chiesi  perchè  non era stato inserito con gli altri nel piccolo corridoio  dove Bill esponeva quelli definitivi, fra la stanza in cui dormiva e scriveva e il suo studio? Forse Bill non è riuscito a finirlo, o forse era  rimasto in sospeso nel tempo della vita ?Ringrazio Bill perchè mi ha fatto capire che ogni immagine deve portare più in la... In un altro post,  illustrerò la sua casa,perchè rimane una documentazione rara, visto che non esiste più, cosi ci potete entrare un po anche voi e avvicinarvi   di più a questo grande artista, che merita di essere conosciuto. .Allego il link della sua fondazione dove ci sono tutte le informazioni su chi era ed è stato William Congdon qui  Dal 15 giugno del 2014  Venezia in piazza San Marco15 è esposto a  la Peggy Guggenheim Collection di Venezia  in modo permanente questo  dipinto di William Congdon.
Pubblicato da Anna Ascione-diritti riservati.
William Congdon nel suo studio nella bassa milenese
Gli alberi da cui William Congdon ha tratto ispirazione degli ultimi suoi quadri


Lo studio di William Congdon come è rimasto dopo la sua morte.

Lo studio di William Congdon dopo la sua morte
Lo studio di William Congdon dopo la sua morte
L'album degli ultimi disegni di William Congdon fotografato dopo la sua morte
In alto gli ultimi quadri di William Congdon dopo la sua morte.
Il giorno del compleanno di William Congdon

giovedì 28 agosto 2014

E.Munch golgota: dolore, croce e speranza

Il Golgota di Munch e l'umana ferita

Munch Golgota - olio su tela   ( 80x20 cm ) 1900 Oslo Munch Musset
Il Golgota di Munch è esposto al Museo di Oslo,è stato dipinto alla fine del 800,   incarna quella riflessione di un periodo storico, quando è crollata una spinta positivistica e si era ridotta l'influenza del cristianesimo in Europa, l'uomo si ritrova solo, sfiduciato e in balia degli eventi e cerca  disperatamente  un senso. Questo quadro nasce mentre  Munch è ricoverato al Kornhaug Sanatorium per alcolismo, ricordo che la vita di questo artista è stata costellata dal dolore per  gravi lutti familiari che ha vissuto fin dalla giovane età. Questo quadro non ha nulla di sacro, è un grido di dolore che si alza nel cielo plumbeo, il crocefisso rimane al centro della scena, mentre   davanti ci sono volti  ben visibili e  dietro i volti  si sfumano verso la croce in  una danza della sofferenza con  di lato  braccia che tendono
verso il Cristo crocefisso. Munch, attraverso la sua arte assume su se stesso,  il macigno e il  dolore del suo tempo, se ne fa carico  cercando di redimerlo attraverso la pittura per restituirlo all'umanità , nonostante la storia sia composta di  una accozzaglia di uomini ignari.L'artista diventa testimone del suo tempo solo assumendo su di se il destino dell'uomo "soffrendolo" attraverso la propria carne,  arricchendola di una  umana ferita che diventa la strada per  ridare il senso alla storia  oltre l'orrore che vive, è questa la vocazione  del genio. La croce rimane centrale nel quadro,il  punto di luce per  il dolore dell'uomo che è in  cerca di  speranza  per non cadere nell'abisso e cosi l'arte diventa una preghiera.

 La crudezza di questo quadro ci mette di fronte al fatto che l'uomo ha bisogno di bellezza per essere rialzato dall'abisso e cosi ci troviamo di fronte ad  una profondissima preghiera di Munch per se e per l'uomo del suo tempo.
 Anna Ascione-diritti riservati.

mercoledì 9 luglio 2014

Van Gogh: Fra il sentire dell'arte e l'esigenza di un amore assoluto

L'amore assoluto in Van Gogh

Van gogh
Più divento dissipato, malato, vaso rotto più io divento artista, creatore, entro quel grande rinascimento dell'arte di cui parliamo. Le cose sono certamente cosi, in  me quest'arte eternamente viva, e questo rinascimento, questo germoglio verde che spunta dalle radici del vecchio tronco tagliato, sono cose talmente spirituali che ci assale una certa malinconia pensando con quanta minor fatica si sarebbe potuto vivere la vita, invece di far la fatica dell'arte.


Bè, cosa vuoi quello che uno ha dentro traspare anche al di fuori. Uno ha un grande fuoco nel suo cuore e nessuno viene mai a scaldarcisi da vicino, e i passanti non vedono che un poco di fumo in cima al camino, e poi se ne vanno per la loro strada.

Non si sa sempre riconoscere che cosa è che ti rinchiude, che ti mura vivo, che sembra sotterrarti, eppure si sentono non so quali sbarre, quali muri. Tutto ciò è fantasia, immaginazione? Non credo, e poi uno si chiede: " Mio Dio, durerà molto, durerà sempre, durerà per l'eternità?"
Sai tu ciò che fa sparire questa prigione? E' un effetto profondo , serio. Essere amici, essere fratelli, amare spalanca la prigione per potere sovrano, per grazia potente. Ma chi non riesce ad avere questo rimane chiuso nella morte. Ma da dove rinasce la simpatia, li rinasce anche la vita. Talvolta la prigione si chiama: pregiudizio, malinteso, ignoranza fatale di questa o di quest'altra cosa, sfiducia, falsa vergogna.

Sebbene tu abbia fatto abbastanza carriera senza una " lei e nessun'altra", sebbene tu sappia concludere buoni affari senza una "lei e nessun altra", sebbene tu sia un uomo di buona volontà, energia e carattere, senza una "lei e nessun altra" sebbene tu abbia acquistato esperienza e buona conoscenza degli uomini senza una "lei e nessun' altra", sebbene tu sia brillante e coraggioso senza una "lei e nessun'altra", sebbene tu osi schierarti da una delle due parti e non ami tentennare fra due opinioni senza...Tutta via farai più strada nel mondo,sarai più sicuro di te stesso, avrai più volontà, energia e carattere, acquisterai maggiore esperienza e una profonda conoscenza degli uomini, sarai più brillante e coraggioso, saprai difendere coraggiosamente le tue idee, avrai minor tendenza all'indecisione..quando troverai qualcuno che possa diventare " lei e nessun'altra". In breve sarai maggiormente te stesso e con un'onestamente intesa e profonda e sentita " lei e nessun'altra" che non senza.
Vincent Van Gogh-lettere a Theo.

Così scriveva Van Gogh a suo fratello, raccontando la " mancanza" di una " lei e nessun'altra" cioè di un amore dove poteva compiersi.
Eppure questa lotta fra il sentire dell'arte e l'esigenza di amore assoluto è ciò che ha condotto nella sofferenza della solitudine, questo grande artista, che è rimasto piegato nel suo compito fino alla morte, pagando in questo modo un dolore che ha reso la sua arte eterna.
Non posso che commuovermi dinnanzi alle sue parole, alla sua arte, spesso cosi piena di colori e di vita, pensando al suo dolore.

Pubblicato da Anna Ascione.

martedì 25 febbraio 2014

Ritratti ad un artista: Walter Valentini il pittore che guardando il cielo è spinto sempre più in là

Ho fotografato Walter Valentini nel 1988 nel suo studio di Milano,  conservo nel mio cuore un bel ricordo del nostro incontro e penso a lui come ad  un uomo semplice, disponibile e sopratutto molto paziente.In questo link trovate la sua biografia .Walter Valentini biografia  . Mi ha affascinato nelle opere del maestro Valentini, il suo interesse per il cielo e la cosmografia e la ricerca attraverso la sua arte  della percezione umana del cosmo e l'incontro del limite umano  che si trova di fronte all'impossibilità di  catturarlo tutto insieme e capire  che si può rappresentare solo a tratti. Questo capita anche a me ,in particolare  nelle mie foto del "cielo" anche io ho capito che posso solo attraverso un particolare  rappresentare  la sua bellezza . Valentini dice :" i miei segni son sempre interrotti" e in queste parole leggo tutto il limite dell'uomo che sente di essere fatto per l'infinito, ma nello stesso tempo capisce che non può possederlo.
Ma, l'uomo è un viandante per vocazione e bisogna che sia spinto sempre più in là e per questo le opere di Valentini ci spingono come lui ha detto, dentro la vocazione del viaggio.
" Bisogna accogliere dentro di noi la vocazione al viaggio, un viaggio spontaneo verso spazi sconosciuti" (Walter Valentini.) Il compito dell'arte è proprio questo, spingere il desiderio umano sempre più in là.

Testo e foto Anna Ascione


Walter Valentini Milano 1988

Walter Valentini Milano 1988

Walter Valentini Milano 1988

Walter Valentini Milano 1988
Walter Valentini Milano 1988




Walter Valentini Milano 1988
                                                 
Valter Walentini Milano 1988



Walter Valentini con la moglie, Milano 1988





" Bisogna accogliere dentro di noi la vocazione al viaggio, un viaggio spontaneo verso spazi sconosciuti" Walter Valentini.

venerdì 21 febbraio 2014

L'emozione del colore di Matisse in mostra a Ferrara

L'emozione di Matisse

"Occorre un grande amore, capace di ispirare e sostenere questo sforzo continuo verso la verità, questa generosità assoluta e questo profondo spogliamento che implica la genesi di ogni opera d'arte. Ma l'amore non è forse all'origine di tutta la creazione?" ( Henri Matisse)
 
Henri Matisse
L'amore per la sua pittura  è passata attraverso sacrifici enormi, ha sempre amato la ricerca della verità che è visibile nella  sua danza pittorica piena di colore e vita. Nel 1905 con la sua prima grande mostra "fauves" viene consacrato fra i più grandi artisti francesi. Matisse deve molto anche ai collezionisti d'arte Leo, Gertrude, Sarah e Michael Stein, si incontrano e  diventano  amici nel 1906,  acquistano le sue opere e lo fanno conoscere agli americani di passaggio a Parigi. Gertrude racconta nel suo libro ( l'autobiografia di Alice Toklas) le cene  a casa sua con Matisse e Picasso, dove li provocava   facendoli sedere di fronte al quadro dell'altro e cosi le serate finivano con delle enormi discussioni e litigi, racconta che non si amavano molto i due grandi artisti!

Dal 22 febbraio si inaugura una mostra in suo onore a Ferrara al palazzo dei diamanti e resterà aperta fino al 15 giugno 2014. Il titolo della mostra è. Matisse la figura,la forza della linea e l'emozione del colore.

Come spiega il sito del palazzo dei diamanti: Oltre cento dipinti, sculture e opere su carta racconteranno l’avventura creativa grazie alla quale Matisse ha dato forma tangibile all’emozione risvegliata dai suoi modelli e al piacere stesso di ritrarli. Un’esplosione di gioiosa vitalità accende le icone giovanili, raggianti di colori puri, e fa danzare l’arabesco dei corpi nei capolavori della prima maturità. Lo stesso slancio percorre le opere dell’ultima fase, dove gli oggetti e l’ambiente sembrano risuonare dell’energia emanata dalla figura.
matisse la figura, palazzo dei diamanti


Una bella occasione per contemplare l'arte di questo grande artista.
Anna Ascione









giovedì 30 gennaio 2014

Jeanne Hèbuterne la musa e l'amante di Modigliani,fino all'estremo sacrificio

Sono entrate ed uscite numerose donne nella vita di Modigliani, ma lei Jeanne Hèbuterne giovane ragazza innamorata e devota  gli ha dato una figlia, la piccola Jeanne, unica erede del patrimonio di Modigliani.

Jeanne oltre ad essere l' amante , era anche una pittrice di talento,  modella  e musa ispiratrice  di Modì, la ritroviamo ritratta in ben 20 quadri. La giovane era bellissima incarnava quell'ideale di bellezza e di eleganza che Modì ci ha lasciato, con i suoi capelli lunghi ramati  e i suoi bellissimi occhi blu.
 Schiva e silenziosa e attenta osservatrice Jeanne, non si fece sfuggire il bel pittore italiano conteso da tante donne, anche se aveva ben 14 anni più di lei.
Per questo,fu cacciata da casa, perchè  i suoi genitori non tolleravano quella relazione con un pittore spiantato, alcolizzato, artista e   lei una  giovane diciottenne.
E cosi iniziò la vita con Modì tenuta insieme dalla povertà e dall'arte, vivevano con il piccolo assegno che lui riceveva da Livorno dalla sua famiglia benestante.

 Passavano le giornate nella piccola stanza umida,dipingendo uno di fronte all'altro fino a quando Modì si ammalò di Tubercolosi.Nonostante la malattia,gli  stenti e che  Jeanne non era benvoluta dagli amici di Modì, perchè la consideravano poco brillante, insignificante e troppo timida, il loro amore divenne sempre più intenso fino alla nascita nel 1918 della loro figlia, la piccola Jeanne, che solo dopo moltissimi anni dalla morte dei suoi genitori gli venne riconosciuto il cognome del padre e divenne Jeanne-Giovanna Modigliani, morta nel 1984.

Una sera di gennaio del 1920, Modì svenne per strada e fu portato a casa ubriaco e febbricitante. Jeanne completamente sola e incinta al nono mese, restò una settimana senza mai muoversi accanto al letto del suo amato. Fame, freddo, nella casa priva di riscaldamento, indebolirono la salute di Jeanne, ma nonostante tutto rimase accanto a Modì che era devastato dal delirium tremens e dalla febbre altissima per una sopraggiunta meningite tubercolare. Il  22 gennaio Modì ricoverato  all'ospedale della " Carità" muore.

Jeanne disperata, dopo 24 ore si uccide gettandosi dal quinto piano dalla finestra di casa, mentre aveva in grembo il secondo figlio di Modì.

 Fu sepolta alle 8 del mattino di una fredda giornata di gennaio in un cimitero di periferia, senza dar notizia a nessuno della sua morte, il suo funerali fu considerato " vergognoso" per la famiglia e   se ne occupò suo fratello in gran segreto. La famiglia  considerava scandalosa la relazione con Modì e si rifiutò di farla riposare accanto al suo amato.
 Il giorno prima si erano svolti i funerali di Modì, tra una grande folla e con al seguito pittori, poeti, intellettuali e amici.
 Son dovuti passare ben 8 anni perchè la salma di Jeanne venisse traslata e fosse seppellita accanto al suo amato e padre della sua unica figlia. Anche se li separa l'epitaffio sulla tomba. Per lui fu scritto:" Colpito dalla morte nel momento di gloria" per lei: " devota compagna fino all'estremo sacrificio"

La piccola Jeanne aveva solo 14 mesi e non venne riconosciuta dagli Hèbuterne, se ne occupò Margherita Modigliani sorella del pittore che la condusse a Livorno, dove fino alla sua morte nel 1984 si è occupata dell'arte del padre, diventando la principale biografa. Mentre per la madre, da parte delle due famiglie con zia Margherita in testa, hanno cercato in tutti i modi di farle dimenticare la relazione scandalosa fra i suoi genitori, occultandole lettere,  disegni e i quadri . Solo  dal 2000 con la prima mostra a Venezia si è riconosciuto la figura artistica di Jeanne, anche se di lei abbiamo conosciuto il volto e il nudo di donna e  il loro amore dentro una  dimensione artistica che li ha uniti per sempre, nella vita e oltre la vita.
Seguono alcune immagini di Jeanne ritratta da Modì
Anna Ascione

Jeanne-Giovanna Modigliani figla di Modì e Jeanne.

Jeanne Hèbuterne
Jeanne


Jeanne Hèbuterne

Jeanne Hèbu










sabato 14 dicembre 2013

Renoir l'artista innamorato della bellezza a Torino fino al 23 febbraio 2014

Renoir a Torino dal 23 Ottobre al 23 Febbraio 2014, GAM-GALLERIA CIVICA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA. Dalle collezioni del musèe D'Orsay e dell'Orangerie.


La mostra illustra 60 capolavori provenienti dal musèe D'Orsay e dal Musèe dell'Orangerie, che conservano la collezione più completa al mondo dell'opera di Renoir.

Allego il link, con tutte le informazioni http://www.mostrarenoir.it/. Augurando una buona mostra agli amanti di questo grande artista che val sempre la pena di vedere e ammirare la sua opera.

Pierre Auguste Renoir è stato un pittore e incisore e uno dei primissimi impressionisti francesi. E' nato il 25 febbraio del 1941 a Limoges in una famiglia modesta.

Renoir apprezza la bellezza profondamente e la fissa sulla tela, per lui tutto ciò che vive è bello e per  questo merita di essere dipinto. Grazie a uomini con questo sguardo, cuore e amore per la vita, che l'arte ha accumulato un tesoro enorme attraverso gli impressionisti.  In sintesi, Renoir è stato un mare di passione per la vita.






Anna Ascione

venerdì 25 ottobre 2013

Canaletto torna a Venezia dopo 270 anni nella sua abbazia di San Gregorio


"L'entrata nel canal grande" della basilica della salute del Canaletto, ora della collezione Terruzzi, dal 10 novembre al 27 dicembre sarà visibile a tutti nella sua sede natia, l'abbazia di san Gregorio e rimarrà aperta 24 ore al giorno.
La mostra ha un costo non indifferente: 400 euro per 1 ora di notte in solitaria e 280 di giorno. L'accesso è consentito anche ai gruppi fino ad 8 persone, 50 euro di notte e 35 euro di giorno.

La fondazione Gero Qua che l' ha organizzata, ha come scopo quello di  trasmettere  una esperienza emozionale, da assaporare, percepire, vivere,da soli, giorno e notte.Nel link trovate tutte le informazioni necessarie.

Anna Ascione

http://www.canalettovenezia.it/progetto/








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